giovedì 25 giugno 2009

immagini



avalon


Ogni mattina il cielo si risveglia
sbadigliando pigramente all’ultimo saluto della notte
e migliaia di occhi alzano ad esso uno sguardo
carico di nuove speranze.

Le strade si riempiono di passi concitati,
le mani stringono pesanti borse della spesa,
valigette piene di carte e documenti,
sigarette fumate di fretta correndo all’arrivo di un autobus,
un telefonino che attende lo squillo del buongiorno…

Il lungo percorso delle ore è iniziato
ed io sono qui dove le tue parole hanno lasciato il solco.


..a guardia della luce blu fuori dalla porta.

Tutto è rimasto in sospeso come su di una nuvola,
ostinatamente immobile in cima al Mondo.

La tua conoscenza è rimasta tra le pagine tristi dei miei libri,
insieme al segreto di Hiram e la croce di Loreena,
e le nebbie dell’inverno hanno cancellato la rotta per Avalon…

Il Cavaliere si è allontanato sul suo destriero d’acciaio
e non ha più fatto ritorno dal buio delle gallerie
e dall’ultimo saluto cancellato dal rumore delle rotaie….

Sotto la copertina dei tuoi libri
un inchiostro scuro porterà per sempre la tua grafia
perché qualcuno potrà.. un giorno,
sapere dove hanno viaggiato i tuoi occhi.

Quella Stella che ancora si staglia nel cielo notturno
a ricordo dell’ultimo nostro richiamo prima della notte,
tace da molto tempo,
e lascia sia la Luna a chiederti quanto è rimasto
di quelle coraggiose parole di cui era depositaria.

Quando ancora ti interrogherà su di me,
riferiscile che sono rimasta seduta
sul greto di un inarrestabile fiume d’inchiostro,
al limite di una precipitosa cascata…
aggrappata alle radici di parole rimaste incise per sempre,
sospesa ai sorrisi e alle risate di una calda notte d’estate,
respirando le spire di fumo di quell’ultimo mozzicone di candela mai spento.

La Regina, nel silenzio, è rimasta in attesa che il Cavaliere,
dopo le sue molteplici battaglie,
ritrovasse le orme del ritorno verso le sue mani…


Perché la strada non conduca più verso il nulla
ed il cammino non sia più invano…

Tutti hanno un paio di ali ma solo chi sogna impara a volare


Danza selvaggia,
nella notte avviene,
dono alla luna,
musica soave,
violino che infrange il silenzio.
Suonatore pazzo,
che insegue,
una figlia della notte,
meraviglia del creato,
del visibile e dell'invisibile.
Tu che ispiri
tutto ciò che creo,
tu che sei tutto ciò che sogno.
Tu che ogni notte torni da me,
torni a danzare sotto la luna,
a quella dea,
che entrambi onoriamo,
con ciò che sappiam fare,
le poesie e la danza,
tu che la notte,
incanti la natura,
con la tua dolce figura,
la tua serena voce,
meraviglia del creato.

giovedì 11 giugno 2009

cambiare!!!



CAMBIARE vuol dire lasciare da parte ciò che crediamo di essere o ciò che gli altri vogliono che noi siamo per diventare effettivamente noi stessi

CAMBIARE vuol dire allargare gli orizzonti percettivi di ciò che siamo, e di ciò che vogliamo diventare …

CAMBIARE vuol dire entrare in stretto contatto con ciò che siamo, ciò che vogliamo, che sentiamo, che crediamo e con ciò che possiamo effettivamente diventare se ascoltiamo le nostre potenzialità sopite …

CAMBIARE vuol dire imparare a diventare consapevoli di noi stessi, creandoci spazi e tempi di silenzio interiore da cui lasciar emergere nuovi colpi d'occhio sulla realtà, nuove risposte e, soprattutto, nuove domande…

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CAMBIARE vuol dire incominciare a indirizzare la nostra vita verso nuovi obiettivi, rimettendo in gioco equilibri che altrimenti la nostra vita ci costringerà a rendere irrimediabilmente definitivi…

CAMBIARE vuol dire aprirsi all'innovazione, al rinnovamento, al cambiamento, all'apprendimento e alla crescita interiore …


CAMBIARE vuol dire conoscere le nostre più profonde esigenze e saper scegliere ciò che è meglio per noi senza farci condizionare dall'abitudine o dalle convenzioni…

CAMBIARE vuol dire imparare a oltrepassare i propri limiti, a mettere in pratica la nostra capacità di modificare la realtà con il nostro contributo, a non farci limitare da idee preconcette di noi stessi, a non rassegnarci…

CAMBIARE vuol dire saper cogliere ogni occasione per imparare qualcosa di nuovo, per scambiare esperienze e informazioni con chi ci sta vicino e chi ci sta lontano, scoprendo così cose che, da soli, non avremmo mai conosciuto…

CAMBIARE vuol dire scoprire che la capacità di provare forti emozioni nasce dall'interno, non dipende da un oggetto piuttosto che da un altro, nasce dalla disponibilità a lasciarsi trascinare dal vento della vita, senza perdersi…

CAMBIARE vuol dire coltivare la meraviglia, la capacità di divertirsi e di vivere appieno il presente ...

CAMBIARE vuol dire aprire la mente educandola a cogliere l'unicità di ogni istante, per trasformare la nostra vita in un'avventura senza fine…

la magica notte di san giovanni





s'intrecciano in un atmosfera magica:

è la notte del circolo delle streghe,

l'alba delle feste di fecondità e della semina,

La festa del sole e la ricorrenza del martirio del Battista..

Secondo le antiche tradizioni,la notte tra il 23 e il 24 giugno

il mondo naturale e soprannaturale si compenetrano e accadono

"cose strane" come viene ricordato anche da Shakespeare nel

"SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE",

che viene infatti chiamata anche La notte delle streghe,

si credeva che in questa data le streghe si riunissero,

approfittando della congiunzione particolare degli astri,

nei boschi e lungo i sentieri bui, fino all'alba, ed è per questo motivo

che le erbe raccolte in questa notte,prima del levar del sole, bagnate dalla rugiada, acquistano un significato magico….

Nelle diverse culture, il solstizio d'estate viene festeggiato in modi diversi…

Nelle campagne del Nord Europal'attesa del sorgere del sole era propiziata dai falò accesi

sulle colline e sui monti, per mettere in fuga le tenebree con esse gli spiriti maligni, le streghe e i demoni vaganti nel cielo.

Attorno ai fuochi si danzava e si cantava e la notte era pervasa di magia: le acque sussurravano parole cristalline,le fiamme creavano giochi di luce nell’aria scura, il Male si dissolveva sconfitto…

Nella religione dell'antica Grecia,il solstizio d'estate era considerato

la "porta degli uomini",mentre il solstizio d'inverno era la "porta degli dei".

I solstizi, dunque, nell'antica Grecia erano un confine tra il mondo degli umani e l’immortalità degli dei ….

A Roma, in età medievale, c'era l'usanza di mangiare, danzare, giocare

e cantare all'aperto e nelle osterie in attesa del sorgere del sole.

Accanto al fuoco, che aveva una funzione liberatoria, vi era la rugiada dalle virtù fecondatrici:

le giovani spose, che volevano ottenere figli, si recavano sul monte Testaccio e si sedevano sollevavano le vesti sopra l'erba umida per un intimo lavacro propiziatorio.

I solstizi erano anche festeggiati dalle grandi civiltà dell'America precolombiana,in Perù per esempio, il dio sole, Inti, che era anche l'Imperatore, riceveva grandi sacrifici di animali ed offerte naturali, in modo propiziatorio perché i raccolti estivi fossero abbondanti.

In Bretagna, c'era la stravagante usanza di far dondolare i bambini per nove volte davanti al fuoco, cosicché crescessero robusti.

Davanti alle fiamme, inoltre, si disponevano delle pietre per fare in modoche gli avi defunti si riscaldassero.

In Inghilterra era proibito, il 24 giugno,portare fuoco all' esterno delle case, per paura che la buona sorte se ne andasse.

Tra le altre usanze, far passare gli animali attraverso il fuoco per preservarli dalle malattie e dai sortilegi negativi.

Ben diversa l'usanza portoghese di andare nei boschi e,insieme, cominciare a prendere a male parole le volpi là nascoste, perchee non tornassero più a rubare le galline.

Tra le pietre di Stonehenge, luogo "magico" per eccellenza,c'è un monolito chiamato "heel-stone" :fu posto in modo tale che si potesse scorgere il sole all'orizzonte nel giorno del solstizio d'estate.


La religione cattolica divenne ben presto conscia dell'importanza di questo periodo e dei festeggiamenti a esso associati,e ai riti pagani sovrappose le proprie celebrazioni. Da qui il solstizio d'estate è diventato la festa di SAN GIOVANNI IL BATTISTA, che sarebbe nato sei mesi prima di Cristo ...

Aradia Il vangelo delle streghe



In queste pagine sono presentati alcuni racconti e canti tratti dal testo di Charles G. Leland, "Aradia or the Gospel of the Witches", in italia edito come "Il vangelo delle Streghe".

Il Libro, pubblicato per la prima volta nel 1899, e' una raccolta di leggende, rituali, invocazioni (a cui e' attribuita un'origine tosco-romagnola), che gravitano intorno alla figura di Diana, nella veste di regina delle streghe.

Bisogna pero' far presente che alcuni ritengono si tratti di una raccolta "costruita" senza effettive basi reali.
Visto comunque la risonanza che ha ormai questo testo, e per una migliore comprensione/visione dell'argomento, consiglio in ogni caso la lettura del libro.

venerdì 22 maggio 2009

mondi nascosti...

La Magia e l’Incanto

Da sempre nel mondo e nella storia degli uomini esistono personaggi "magici" conosciuti come Maghi, Streghe, Fate, Elfi, Folletti, Ninfe, Sirene, ecc. Alcuni di questi personaggi non sono solo frutto della fantasia, ma sono vissuti e vinono tuttora. Hanno un aspetto normalissimo e solo la conoscenza delle arti magiche li distingue dalle persone comuni.
Cercheremo di darne un breve cenno "raccontando" alcune loro caratteristiche.





Le Fate

L'origine delle fate è avvolta nel mistero. Nella mitologia pagana erano ritenute le compagne dei fauni con il potere di predire il futuro o anche "le donne selvatiche" cioè dei boschi, delle acque.
Nella storia, come nella religione e nei miti, per secoli è stato assegnato alle Fate un posto importante e concreto nella vita quotidiana degli esseri umani e della terra.
Ci sono Fate benefiche o malefiche ma generalmente tutte tendono inganni all'avidità umana. Esseri soprannaturali dotati di potere magico che permette loro di cambiare aspetto o di farlo combiare agli altri, corrono in aiuto degli innocenti e dei perseguitati; riparano torti, vendicano offese. Presenziano alle nascite, concedono doni e infuenzano l'esistenza degli umani. Possono essere maligne e vendicative. Hanno la capacità di rendersi visibili o invisibili agli occhi dei mortali a loro piacimento, e possono addirittura essere contemporaneamente visibili a una persona e invisibili ad un'altra. L'ora è spesso un fattore fondamentale, il più delle volte si possono scorgere a mezzogiorno, a mezzanotte, oppure nelle ore di luce crepuscolare che precedono l'alba e seguono il tramonto. L'alba è il momento in cui gli uomini possono sfuggire ai loro incantesimi. I giorni particolarmente favorevoli per scorgerle sono: Calendimaggio che festeggia il ritorno al solstizio estivo, la vigilia del solstizio d'estate e la vigilia di Ognissanti (che per i Celti segnava il passaggio dal vecchio anno al nuovo). Il travestimento da loro usato come protezione è in genere chiamato "incanto", e spesso ha lo scopo d'ingannare i motrali per fargli credere che stanno trattando con qualcuno della loro specie. L'incanto ... . Da "La canzone dell'ultimo menestrello" di W. Scott: "Faceva sembrare una dama un cavaliere, / un guscio di noce una scialuppa dorata, / Una capanna di pastori un gran palazzo, / Gioventù vecchiezza e vecchiezza gioventù, / Tutto era inganno e nulla veritiero".


Vivevano in case poste su piccole colline, scavate nel tufo, ricoperte di terra ed erba in modo da mimetizzarsi perfettamente con l'ambiente. Erano grandi, belle, molto ordinate e illuminate da fuochi perpetui sempre accesi. Le abitazioni erano inviolabili, e nessun umano riusciva ad entrarvi. Abili filatrici e ricamatrici, i loro ricami assomigliavano a meravigliose ragnatele color arcobaleno. La musica delle Fate ha ispirato nei secoli poeti, pittori e musicisti, tutte le arti vengono ispirate dalla forza irresistibile della "Musa".
La terra delle Fate è avvolta dalla nebbia che la rende sfuggente e misteriosa come i suoi abitanti; il tempo ha una durata diversa dal normale. Una leggenda narra che un giovane si mise ad ascoltare una musica appoggiato al tronco di un albero, quando la melodia terminò si stupì nel vedere che l'albero prima rigoglioso era completamente secco. Tornando a casa, scoprì che era coperta di edera, sulla soglia c'era un uomo sconosciuto al quale si presentò e chiese notizie dei suoi genitori lasciati a casa solo pochi minuti prima. Il vecchio gli chiese il nome, impallidì e disse: "ho sentito spesso mio nonno, tuo padre, parlare della tua scomparsa", a queste parole il ragazzo si sgretolò in polvere.



L'isola delle Fate più famosa è Avalon dove si racconta che Re Artù ferito a morte venne curato e salvato.
Le Fate e gli Elfi musicisti possiedono un'abilità magica.
Molte arie e canzoni note in tutto il mondo traggono origine dal regno delle Fate. Si sa che le melodie delle Fate sono belle, tristi e nello stesso tempo selvagge e capricciose, ed esercitano un fascino Fatale sui mortali. Gli Elfi e le Fate suonano una gran quantità di strumenti: violino, arpa, tamburello, cembalo e scacciapensieri. Con passione simile a quella per la musica, Elfi e Fate, buoni e cattivi, adorano la danza. Il tipo più comune è una specie di danza circolare in cui queste creature saltano e si contorcono in un turbinio selvaggio...